C’è un ricordo della mia infanzia che ogni tanto mi torna in mente. Mio padre dirigeva a Ragusa la scuola professionale agraria della Regione Sicilia. In famiglia eravamo in tutto cinque allora, l’altra sorella sarebbe venuta una decina d’anni più tardi, quando quella pagina di eccellenza dell’Amministrazione regionale si era già chiusa in nome di una confusione che via via avrebbe smontato tutto ciò che funzionava per sostituirlo con carrozzoni elettorali di efficienza vagamente terzomondista. Leggi tutto “Quando si dormiva “a testa e piedi””
La calunnia sui DS: quel fatto quotidiano…

Da Dirigente scolastico mi capita spesso di lamentarmi insieme ai colleghi del poco credito che ci viene riconosciuto in società, nonostante il nostro duro e malpagato lavoro. Non se la passano meglio altre categorie, i politici anzitutto ma anche i giornalisti, compresi quelli che semel in anno… si occupano di scuola. Ve ne sono alcuni, per esempio, che invece di compiere uno sforzo di documentazione, come richiederebbe il lavoro di chi informa i lettori, scelgono la strada facile facile del pettegolezzo. Si prende una notiziola, la si usa come exemplum e si trascina una categoria di migliaia di persone nel baratro del pubblico ludibrio. Giornalmente assistiamo a situazioni in cui l’incapacità di leggere nel contesto i fatti di cui si discute – o, peggio, la disonestà finalizzata a perseguire interessi sotterranei – creano casi giornalistici sfarzosamente incardinati su un vuoto, che generalmente è un vuoto di pensiero del giornalista di turno. Di solito la risposta rassegnata è che i giornalisti farebbero qualunque cosa pur di vendere qualche copia. Si sa, infatti, che in Italia i giornali sono in crisi da tempo, non si vendono, non si leggono. E la colpa, secondo tanti di loro, sarebbe sempre della scuola che non fa bene il suo lavoro o del Governo che non sostiene abbastanza l’editoria (espressione che però da intendersi come sinonimo di: finanziamento). Leggi tutto “La calunnia sui DS: quel fatto quotidiano…”
I dirigenti invisibili
C’era una volta il Preside. Poi vennero i Dirigenti scolastici. In Italia accade spesso che si cambino nomi, sigle, titoli. E cosa in realtà accada, dietro i nomi nuovi, le sigle reinventate, i titoli rinnovati, è noto dai tempi di Tomasi di Lampedusa… e forse accadeva da prima.
Per fortuna c’è qualcosa che dà continuità a queste figure del mondo della scuola: erano sconosciuti prima e lo sono rimasti dopo. Il Governo non ha mai saputo chi fossero, nel senso che non hanno mai saputo rispondersi alla domanda preliminare di ogni riforma o riformetta, su chi deve essere e che ruolo deve avere il Preside/Dirigente scolastico Leggi tutto “I dirigenti invisibili”
POGROM (mattanza) – lo spettacolo serale
Un filo rosso corre dallo sterminio nazista allo stragismo mafioso, passando per il presidio di identità di Sé e rispetto dell’Altro che silenziosamente, tenacemente tengono i libri di una biblioteca in procinto di smantellamento…
In scena al Teatro Crystal, Palermo. Autore e regista Giampiero Finocchiaro.
Progetto musicale del compositore Maurizio Bignone.
Regia immagini Marco Candela.
Foto di scena di Turi Angilella.



POGROM (mattanza)
Tutto esaurito per lo spettacolo mattutino di POGROM (mattanza). Il testo tende un filo rosso tra lo sterminio nazista e lo stragismo mafioso, epifanie tutte del Male, echi di un dolore che ci unisce tutti e che ci chiama a fare presidio di legalità e rispetto. Ne sono memoria tangibile i libri, irrinunciabile patrimonio che la tecnologia non può rendere obsoleto.
Oggi, 10 febbraio, in memoria delle vittime delle Foibe.
Testo e regia di Giampiero Finocchiaro, progetto musicale di Maurizio Bignone, regia video di Marco Candela.

Presidi e Magistrati alla pari. Forse…
Mia nonna raccontava che ai suoi tempi, le personalità in paese erano tre: il farmacista, il giudice, il direttore didattico.
Il Presidente della Repubblica Mattarella ha ricevuto al Quirinale i magistrati ordinari in tirocinio, gli ultimi nominati del gennaio 2016. Presenti all’incontro anche il Ministro della Giustizia, il Vice Presidente del CSM e tanti altri “importanti” rappresentanti delle Istituzioni.
La scuola di chi
Il nuovo libro. Si dimostra che la nostra scuola non è pensata per gli alunni, ma organizzata intorno ai bisogni degli adulti che ci lavorano. Da decenni la scuola italiana è un contenitore di politiche del lavoro, importanti senza dubbio, ma non a spese di una filosofia pedagogica che deve essere calibrata sui giovani di oggi. Che non sono affatto peggiori di come eravamo noi quando avevamo la loro età. Non comprenderlo è il nostro limite, ma a rimetterci è il loro futuro.
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Cosa ci Insegna la morte
L’episodio di Vasto dovrebbe far riflettere. Un giovane, Di Lello, perde la moglie per colpa di un pirata della strada, D’Elisa. Il dolore lo acceca. Non si accorge che si tratta di un altro ragazzo che, pur colpevole di una leggerezza fatale, si sente condannato ad una vita di rimorsi. Tutto intorno tace. La Legge fa il suo corso, chi lo trova lento, chi lo trova efficiente. Gli amici, dell’uno e dell’altro, alzano barriere di odio e indifferenza, amplificando il dolore inconsolabile di Di Lello, rendendo impossibile la conversione di D’Elisa. I due unici veri protagonisti, infatti, non si parlano. Si fronteggiano piuttosto. E la baldanza dell’uno, rinfocolata dal dolore che si trasforma in rabbia, diventa irruenza omicida, sfogo incontrollabile e colpa, anch’essa eterna come la scomparsa della prima vittima di questa tragedia, Roberta Smargiassi, moglie di Di Lello e vittima di D’Elisa. Il cerchio si chiude, ora D’Elisa è a sua volta vittima di Di Lello, rimasto unico sopravvissuto ma anche unico sofferente costretto a espiare per sempre il frutto di una solitudine di cui siamo colpevoli un po’ tutti.
Sanremo e il premio ai docenti
Non è vero che in Italia non si premi il merito. Lo fa, per esempio, il Ministero dell’Istruzione che ha istituito un Premio per il miglior docente, ovviamente intitolato Teacher Prize, proprio in Italia “dove le competenze in una lingua straniera costituiscono da sempre un tallone d’Achille” secondo il parere di INDIRE (in un rapporto sulla formazione docenti per il CLIL, http://www.indire.it/2016/11/23/clil-esperienza-nazionale-di-formazione-docenti/).
Cosa valgono i docenti
Torno a riflettere sull’introduzione, in forza di un decreto delegato, di una derubricazione delle insufficienze che renderà la maturità dei nostri studenti un impegno sempre meno impegnativo. Ho già chiarito come si tratti di un provvedimento che in ultima analisi rende sempre più rigida la nostra società che ha invece bisogno di recuperare grande mobilità, pena la morte per asfissia. I sintomi sono sotto gli occhi di tutti. Ora mi chiedo quale idea di “docente” stia dietro un provvedimento che annienta il valore del giudizio di un insegnante, di quelli cioè che si ostineranno a conferire una insufficienza. Al netto di quelli che invece, giustamente avviliti da continue innovazioni senza respiro strutturale, sceglieranno invece la strada del disimpegno.

