Il nuovo libro. Si dimostra che la nostra scuola non è pensata per gli alunni, ma organizzata intorno ai bisogni degli adulti che ci lavorano. Da decenni la scuola italiana è un contenitore di politiche del lavoro, importanti senza dubbio, ma non a spese di una filosofia pedagogica che deve essere calibrata sui giovani di oggi. Che non sono affatto peggiori di come eravamo noi quando avevamo la loro età. Non comprenderlo è il nostro limite, ma a rimetterci è il loro futuro.
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Recensione su BETAPRESS
http://betapress.it/index.php/2017/08/19/la-scuola-di-chi-finocchiaro-rimette-gli-alunni-al-centro/
In uno dei tanti forum di discussione sulla scuola che circolano nel web, una insegnante sosteneva che “la scuola è degli insegnanti”. Ecco questa convinzione, rinforzata da un sindacato di categoria, abilmente manipolatore, è largamente diffusa presso gli insegnanti affetti dalla “sindrome del disciplino-centrismo”.
Il libro del Preside Finocchiaro “La scuola di chi” mi è molto piaciuto poiché contribuisce a svelare questo inganno e riposiziona finalmente al centro della scena gli alunni, analizzando in dettaglio i diversi mali della scuola che, purtroppo, hanno origini lontane.
Ho comprato questo saggio alla fiera del libro di Torino. Si legge d’un fiato perché tratta tutti gli argomenti con indicazioni precise e uno stile attuale. Sono anche io una insegnante e credo che in Italia oggi serva una scuola libera da corporativismi (vedi sindacati) e inutili conflitti interni tra docenti e dirigenti, questa battaglia fomentata da altri soggetti é e ci rende ridicoli oltre che inferiori rispetto persino a lavoratori meno preparati ma meglio pagati.