Cambia l’esame di maturità. Probabilmente si tratta dell’annuncio più clamoroso per la platea degli studenti che sostanzialmente resterà indifferente al contenuto delle otto deleghe con cui il neo Ministro, decisa a resistere alle polemiche sulle false dichiarazioni rilasciate circa il proprio curriculum, intende lasciare un segno del proprio passaggio. Anche lei. Alla fine, in termini concreti e con uno sguardo capace di stare dentro le piccole miserie umane, il vero problema di ogni guida del Ministero della pubblica Istruzione, è tutto qua: farsi ricordare, nel bene o nel male, ma restare nella “storia”. Che poi, cosa intendano per “storia”… Leggi tutto “Nuova maturità: un altro vuoto a rendere”
Da Sapiens a Inhumanum: perché non possiamo più dirci umani
Nunzia Di Gianni e Salvatore Vincelli sono, tecnicamente, gli ultimi due esemplari di Homo Sapiens. Non in tutto il mondo, per fortuna. Non ancora. Ma lo sono – lo erano – nella loro famiglia. Il figlio (di lei) e figliastro (di lui) si è posto ad un altro livello della scala evolutiva. È andato “oltre”, in un altrove che il termine evoluzione non deve fare intendere come “più alto” o “migliore”, ma semplicemente “altro”. Leggi tutto “Da Sapiens a Inhumanum: perché non possiamo più dirci umani”
Accordo MIUR-sindacati, su cosa ci si accorda…
In data 29 dicembre è stato siglato un accordo tra il nuovo Ministro e le parti sindacali (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs291216bis).
Il comunicato stampa riporta un commento del neo Ministro – sul quale all’indomani della nomina sono piovute critiche per le false dichiarazioni rilasciate circa il proprio curriculum di studi – che afferma: “Quella siglata oggi è un’intesa a favore della scuola. Abbiamo avviato un percorso di responsabilità e serietà che mette al centro il funzionamento del nostro sistema di istruzione”. Leggi tutto “Accordo MIUR-sindacati, su cosa ci si accorda…”
Nuovi nomi al MIUR
Io sono mio figlio
Credo che la felicità sia sopravvalutata. Mi spiego. La ricerca della felicità è sacrosanta, ognuno deve tentare la propria strada per inseguirla, raggiungere, il più possibile. La sopravvalutazione di cui parlo è nella stima che ciascuno conferisce alla felicità stessa. Si eredita in generale un’idea smodata di felicità, nel senso che la si ritiene una condizione di estasi, sublime al punto da cancellare ogni dolore, ogni stanchezza, ogni amarezza. Non ci credo. La felicità mi pare altro che questo ingombro che la cultura deposita nel nostro inconscio. Leggi tutto “Io sono mio figlio”

