Qualcosa non mi ha mai convinto nel mondo della scuola. Un mondo pieno di luoghi comuni e interessi sotterranei. Il solo luogo comune che mi sembra abbia diritto di cittadinanza, parlando dei servitori dello Stato che con varie funzioni lavorano nella scuola, è quello che recita: siamo tutti nella stessa barca. Evidentemente qualcuno lucra attraverso azioni costanti ed opache, ma sempre travestite di rivendicazionismo, sulle innumerevoli iniziative ed interventi guidati però dal principio: divide et impera.
Quando si dormiva “a testa e piedi”
C’è un ricordo della mia infanzia che ogni tanto mi torna in mente. Mio padre dirigeva a Ragusa la scuola professionale agraria della Regione Sicilia. In famiglia eravamo in tutto cinque allora, l’altra sorella sarebbe venuta una decina d’anni più tardi, quando quella pagina di eccellenza dell’Amministrazione regionale si era già chiusa in nome di una confusione che via via avrebbe smontato tutto ciò che funzionava per sostituirlo con carrozzoni elettorali di efficienza vagamente terzomondista. Leggi tutto “Quando si dormiva “a testa e piedi””
La calunnia sui DS: quel fatto quotidiano…

Da Dirigente scolastico mi capita spesso di lamentarmi insieme ai colleghi del poco credito che ci viene riconosciuto in società, nonostante il nostro duro e malpagato lavoro. Non se la passano meglio altre categorie, i politici anzitutto ma anche i giornalisti, compresi quelli che semel in anno… si occupano di scuola. Ve ne sono alcuni, per esempio, che invece di compiere uno sforzo di documentazione, come richiederebbe il lavoro di chi informa i lettori, scelgono la strada facile facile del pettegolezzo. Si prende una notiziola, la si usa come exemplum e si trascina una categoria di migliaia di persone nel baratro del pubblico ludibrio. Giornalmente assistiamo a situazioni in cui l’incapacità di leggere nel contesto i fatti di cui si discute – o, peggio, la disonestà finalizzata a perseguire interessi sotterranei – creano casi giornalistici sfarzosamente incardinati su un vuoto, che generalmente è un vuoto di pensiero del giornalista di turno. Di solito la risposta rassegnata è che i giornalisti farebbero qualunque cosa pur di vendere qualche copia. Si sa, infatti, che in Italia i giornali sono in crisi da tempo, non si vendono, non si leggono. E la colpa, secondo tanti di loro, sarebbe sempre della scuola che non fa bene il suo lavoro o del Governo che non sostiene abbastanza l’editoria (espressione che però da intendersi come sinonimo di: finanziamento). Leggi tutto “La calunnia sui DS: quel fatto quotidiano…”
POGROM (mattanza) – lo spettacolo serale
Un filo rosso corre dallo sterminio nazista allo stragismo mafioso, passando per il presidio di identità di Sé e rispetto dell’Altro che silenziosamente, tenacemente tengono i libri di una biblioteca in procinto di smantellamento…
In scena al Teatro Crystal, Palermo. Autore e regista Giampiero Finocchiaro.
Progetto musicale del compositore Maurizio Bignone.
Regia immagini Marco Candela.
Foto di scena di Turi Angilella.



POGROM (mattanza)
Tutto esaurito per lo spettacolo mattutino di POGROM (mattanza). Il testo tende un filo rosso tra lo sterminio nazista e lo stragismo mafioso, epifanie tutte del Male, echi di un dolore che ci unisce tutti e che ci chiama a fare presidio di legalità e rispetto. Ne sono memoria tangibile i libri, irrinunciabile patrimonio che la tecnologia non può rendere obsoleto.
Oggi, 10 febbraio, in memoria delle vittime delle Foibe.
Testo e regia di Giampiero Finocchiaro, progetto musicale di Maurizio Bignone, regia video di Marco Candela.

Io sono mio figlio
Credo che la felicità sia sopravvalutata. Mi spiego. La ricerca della felicità è sacrosanta, ognuno deve tentare la propria strada per inseguirla, raggiungere, il più possibile. La sopravvalutazione di cui parlo è nella stima che ciascuno conferisce alla felicità stessa. Si eredita in generale un’idea smodata di felicità, nel senso che la si ritiene una condizione di estasi, sublime al punto da cancellare ogni dolore, ogni stanchezza, ogni amarezza. Non ci credo. La felicità mi pare altro che questo ingombro che la cultura deposita nel nostro inconscio. Leggi tutto “Io sono mio figlio”
Di Alcesti e dell’equilibrio riuscito
Di Elettra e dell’equilibrio mancato
La danza delle banalità
Il terrorismo e l’arte della guerra di Sun Tzu
Leggi tutto “Il terrorismo e l’arte della guerra di Sun Tzu”

