La tentazione perenne dello sfascio

Sembra una prerogativa italiana impossibile da estirpare: la tentazione di sfasciare tutto. Per principio. Per rabbia. Per invidia, Per pochezza. Per vigliaccheria. Per comodità. Per interesse sotterraneo. Per ridicola rivalità. 
I sintomi sono ovunque. L’inconcludente conflittualità della classe politica, l’interessata litigiosità dei sindacati, l’opaca lentezza della burocrazia, l’ostinata astrazione delle istituzioni, l’inconfessabile radicamento della corruzione, la delirante diffusione del vandalismo, la perversa confusione della legislazione, la vile resistenza del Paese al cambiamento. Potrei continuare.

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La buona scuola

L’anno scolastico è stato avviato nel bel mezzo dell’ennesimo vento di riforma. Un vento che se si dovesse classificare in base alla velocità starebbe tra il fortunale e l’uragano per la rapidità con cui soffia e scompare. Ma che se invece cataloghiamo per il comportamento dovremmo definire regolare, tanto costante è nel tempo la presenza di istanze riformiste che di montagne producono topolini.

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Maturità A.D. 2013

Maturità a.d. 2013
Considerazioni per gli studenti

Cari ragazzi/e,
Torna l’esame di maturità e identiche si ripetono le stesse dinamiche. L’ansia, il nervosismo, la leggerezza, la strafottenza potrebbero essere i quattro gradi in cui racchiudere le diverse forme di approccio a questo appuntamento da parte vostra. La tensione prima degli esami è giusta e necessaria, aiuta ad affrontare bene una prova importante, tutto il resto no, andrebbe compreso e risolto, ma occorrerebbe una macchina del tempo che col senno del poi ci permettesse di rivedere il percorso compiuto in cinque anni.

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Cinema o realtà?

Un insospettabile bidello di scuola, si scopre essere in realtà un pericoloso bandito che effettua rapine a mano armata prendendo in ostaggio i bambini delle sue vittime. Bambini della stessa età di quelli che accudisce al mattino come lavoratore precario assunto dal Comune e piazzato in un istituto della periferia di Palermo. Si scopre anche che il Comune era al corrente di un suo già noto curriculum criminale ma che questo non abbia impedito l’incarico stipendiato con denaro pubblico, per via di una generale tolleranza con cui la vecchia politica maschera speculazioni elettoralistiche.
Protagonista, tra gags comiche e atmosfere surreali, è il vivace Verdone.
La notizia si trova nella “cronaca” di Repubblica. Avremmo preferito trovarlo nella rubrica “cinema”…

Siamo tutti deficienti

La sentenza di condanna della docente Giusi Valido, che aveva fatto scrivere cento volte “sono deficiente” ad un suo alunno bullo, desta legittime perplessità al di là delle spiegazioni formalmente ineccepibili del giudice. Le posizioni dei sostenitori di una o l’altra delle due posizioni possibili in questa vicenda devono infatti ricordare che se la Legge tende ad essere “esatta” altrettanto è difficile dirsi per l’educazione. Questa è un processo che deve di continuo riformulare persino i propri presupposti in ragione del mutare del panorama culturale come del clima sociale e tenere conto di una molteplicità di valori ed esigenze che di frequente confliggono tra loro. L’educatore, dunque, è sostanzialmente costretto a essere anche un mediatore. Aspetto da cui il giudice estensore della sentenza può prescindere. Si tratta di una differenza importante.

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Riforma dell’istruzione e contestazione: il Sistema

Il mondo dell’istruzione in Italia, dal 1968 in poi, è pensato per gli adulti e piegato ai loro bisogni. Chi crede che le disfunzioni siano recenti prende un abbaglio o è in malafede. Nella normativa prodotta negli ultimi 50 anni l’attenzione che ha mosso interventi nel mondo dell’istruzione è centrata sulla necessità di garantire il lavoro a gruppi di persone con caratteristiche particolari. Compito grave della politica che però è stato rifilato al mondo dell’istruzione. Si aggiunga che pensando “politicamente” a talune misure tentate nel lasso di tempo considerato,

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Una chiave di lettura

Pensate a un semplice disagio o a un problema tipico del nostro tempo e del nostro paese. E cercate altri esempi, fintanto che non saranno molti. Chiedetevi cosa possono avere in comune l’abitudine del parcheggio in doppia o terza fila e la situazione dei precari della scuola, il modo di agire dei “mostri” del grande fratello e l’immondizia che ristagna nelle nostre città. Il fatto è che in tutti questi casi a regolare (in senso tecnico e ironico…) lo scandaloso scarto che esiste tra come dovrebbero essere le cose e come in realtà sono, agisce lo scollamento ormai totale – e temo irreversibile – tra l’individuo e il contesto.

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