Categoria: POLITICA

scritto da Giampiero Finocchiaro
aprile 7, 2018 2

Dalla mia città, Palermo, giunge la notizia di un genitore che ha picchiato un docente. Fidando in una chiacchiera della figlia, senza chiedere un confronto, il cavernicolo ha aggredito ed avuto la meglio su un insegnante, colpevole di fare l’educatore. Magari tra le sue mani imbecilli e i suoi occhi primitivi, è finita una copia fotostatica di un testo di Ibn Hawqal, autore arabo del X secolo, che proprio in Sicilia compì un viaggio in occasione del quale ebbe modo di denigrare i docenti come infedeli (ah cani!), vigliacchi e pessimo esempio per le nuove generazioni in quanto proprio essi, i docenti, si mostravano riottosi al combattimento in nome dell’oppressore. Il docente ora giace ricoverato in ospedale mentre lo scimmione se ne sta a guardare la tivu a casa con in braccio la figliola a cui starà passando perle di saggezza fognaria.

Un fatto che si ripete con una frequenza che cresce allo stesso ritmo con cui il paese precipita nell’ignavia e nell’ignoranza più oscura, frutto di politiche di reclutamento che accolgono la disperazione e mettono in fuga i cervelli (illuminante il paragone delle voci di bilancio statale tra i due capitoli di spesa che consentono questo scambio demografico in atto da vent’anni).

La scuola è un laboratorio in cui una società immagina e prepara il suo futuro, ma è anche, per i Paesi arresi all’impotenza dei raccomandati, alla lussuria degli appetiti di bottega, lo specchio carogna che mostra la verità che gli idioti arroccati negli scranni cercano di nascondere. Se non può, o non può più, essere laboratorio, dunque, la scuola è almeno specchio magico e quello che mostra è il regno dello squilibrio.

Non c’è aspetto della vita sociale che non sia caratterizzato da squilibrio. Provate a chiedere al senso comune un’opinione su quel settore che ha funestato i paesaggi urbani di architetture immense quanto vuote e orribili statue di donne algide immortalate a reggere una bilancia. Non vi è nulla, nel mondo che per definizione dovrebbe essere garante dell’equilibrio, che appaia equilibrato ai cittadini. Basta seguire gli esiti di un qualunque procedimento facendo attenzione alle sorti di vittima e colpevole, storie, rispettivamente, di danno con beffa e di baldanza senza vergogna.

Cambiamo settore? Qualcosa di leggero? Parliamo di calcio. Cosa c’è di equilibrato nel mondo del football che ha preso il ruolo del Rollerball nella visione di Norman Jewison che nel 1975 vedeva ciò che allora, ancora non si vedeva sotto i pantaloncini corti e goffi di Zoff, Facchetti, Chinaglia e compagni? Soprattutto non si vedeva nelle loro vite equilibrate, coi basettoni e i pullover a V. Forse i guadagni paperonici dei pupi con palla ma, soprattutto, dei pupari con procura, sono equilibrati?

Perché, dunque, stupirsi di tanto squilibrio nella scuola? i docenti italiani sono quelli meno pagati in Europa. I dirigenti scolastici italiani sono i meno pagati non solo in Europa ma, contra legem, persino in Italia dove pende da decenni una causa per la perequazione stipendiale. Tutto è esagerazione e confusione, perché stupirsi se ciò genera esacerbazione? Se la scuola non può più educare, chi è fuori posto? Il gorilla senza parole che picchia o il professore che pretenderebbe di usare la ragione?

Nel mondo che abbiamo messo su, o almeno in questo scorcio di terra che è l’Italia, vige l’imperativo assoluto del “senza misura”. Persino la corruzione è fuori controllo. In passato la corruzione prevedeva la cresta su un appalto da cui comunque veniva fuori una strada, un ospedale, un palazzo ministeriale. Oggi da quegli stessi appalti, ovviamente adeguati al carovita…, non viene fuori più nulla perché l’avidità dei corrotti estingue l’intero capitale, non lascia traccia né dei soldi né dei progetti. Non si porta a termine nulla, la gran parte delle opere pubbliche sono incomplete o malfatte, oppure crollano poco dopo l’inaugurazione. Vi sembra ci sia stato equilibrio tra il bottino nascosto dai coniugi Poggiolini e il danno arrecato col sangue infetto ai semplici cittadini? O tra il bottino goduto quasi tutta la vita dai coniugi Poggiolini e la procedura legale per il maltolto e il malfatto avviata con vent’anni di ritardo? Quando le vittime avevano già sofferto ogni conseguenza mortale del loro avido operato.

Parliamo anche del vero grande Educatore del tempo moderno, la scatola magica per eccellenza, la Tele. L’incubo visionario di Orwell è diventato più che realtà, è diventato un programma di successo che appassiona milioni di ovini. La televisione è un altro regno dell’esagerazione. Tutto vi accade per essere “troppo”, eccessivo come i pianti della finta-gente-vera, le urla e gli insulti dei falsi-opinion-leader, i compensi delle finte-donne-emancipate, gli stipendi dei finti-direttori-grazieachissàchi. C’è da meravigliarsi se un canide vive l’esperienza genitoriale con la sensibilità di un granchio e la relazione con gli educatori istituzionali con l’arroganza che i criminali di ogni luogo si concedono in terra italiana?

Con che equilibrio lo Stato gestisce la propria scuola? Usa equilibrio quando compensa con 130.000 euro all’anno il barbiere con licenza media di Montecitorio e con 27.000 euro i docenti con laurea e master? C’è equilibrio quando lo Stato remunera con 150.000 euro all’anno i commessi con licenza media delle Camere, persino quelli trovati a guardare il porno negli schermi della vigilanza, mentre pone il tetto di 55.000 euro annui ai dirigenti scolastici con laurea, dottorato, master e una infinità di altri titoli professionali? E se il panorama è questo, è incoerente o squilibrato che chi ha un cervello che funzioni bene si metta in fuga? Verso altri paesi che cresceranno con l’ingegno e l’operosità italiani?

Forse, prima di alzare la finta-voce per gridare di pubblico sdegno (nessuno se ne ricorda), prima di intonare il finto-coro della solidarietà col professore malmenato, prima di millantare il finto-rigore punitivo contro il sorridente orco malvagio, forse occorrerebbe stupire tutto il Paese e, per una volta, fare una cosa assurda, una cosa pazzesca, una cosa inaudita che però è ancora possibile: pensare. E di colpo, con coerenza, tutto andrebbe a posto, tutto tornerebbe equilibrato. Prima, però, ci si deve rendere conto che oggi, è il Paese stesso che fa “scuola di squilibri”.

scritto da Giampiero Finocchiaro
aprile 5, 2017 0

Theresa May: in Arabia Saudita senza velo, brava! D’altra parte, per rispetto alle nostre usanze, forse che gli arabi da noi si tolgono il velo? Solo un cretino può pensare di concedere un parco per consentire ad un arabo in visita in Italia di stare in tenda come nel suo deserto, solo un altro cretino può consentire che vengano velate le statue della nostra cultura classica in occasione della visita di qualche arabo e sempre un cretino si preoccupa di mettere la foglia di fico alle statue di quella meraviglia che è lo stadio dei Marmi di Roma in occasione di giochi internazionali. Perché c’è una differenza tra la tolleranza rispettosa e l’ignoranza prona. Ma i cretini, partito di maggioranza assoluta e trasversale, non la capiscono.

scritto da Giampiero Finocchiaro
aprile 18, 2016 0

Fiamma Nirenstein, ex parlamentare di Forza Italia, non proprio una ragazza con i suoi 71 anni suonati che potrebbe dedicare ad altro invece che ad aspirare al ruolo di Ambasciatrice israeliana a Roma. Ma l’ambizione è una sete che non si estingue. Pare infatti sia stato un calcolo di ingordigia ad avere indotto la vecchia signora a trasferirsi tre anni fa in Israele, probabilmente già indirizzata al suo obiettivo da qualche altro vecchio immarcescibile.

Pare, comunque, che da Roma, comprensibilmente, giungano a Tel Aviv pressioni per impedirne la nomina, giusto perché la signora di buoni appetiti avrebbe un figlio nella sicurezza italiana e da ex parlamentare sarebbe a conoscenza di cose che un ambasciatore non dovrebbe sapere. Né utilizzare, ma dato che la vecchia signora è italiana è presumibile che tenderà a confondere il confine tra pubblico e privato che staranno in condominio nella sua multidecennale persona.

Netanyahu non ama le pressioni per cui è probabile che per puntiglio si intestardirà come un mulo, d’altra parte non si diventa uomini politici di spicco senza doti equine, caprine e bovine, come insegna la cronaca quotidiana.

Di questa vicenda, deplorevole come ogni istante della vita pubblica italiana, colpiscono due cose: il fatto che la vecchia signora percepisca uno stipendio pagato dal denaro pubblico proveniente dalle tasse con cui gli italiani si ricordano che di lei non si ricordano niente del suo profumato incarico di parlamentare; dall’altro che non ci sia nessuno, dico nessuno, che davanti alla prospettiva che la vecchia signora percepisca anche l’indennità di ambasciatrice israeliana a Roma percepirebbe un profumato stipendio anche da Tel Aviv per ritornare a stare in Italia da dove proviene. Una vicenda farsa che conferma non solo che l’Italia sia un paese disordinato e confuso ma anche un luogo in cui i minchioni hanno preso il potere e diffuso il loro stile di vita. Lancerei una petizione per chiedere alla vecchia signora di rinunciare al suo stipendio di parlamentare per sempre, non con l’inganno della provvisorietà per la durata dell’incarico israeliano, ovviamente. Ma sarebbe bello sognare un provvedimento d’autorità che improvvisamente le togliesse lo stipendio profumato da parlamentare italiana (il solo lavoro in Italia tra i più pagati al mondo), licenziasse il figlio e le togliesse la cittadinanza italiana visto che da ambasciatrice… ma è solo un sogno, poi mi risveglio ed anche io mi sento un minchione d’Italia.

scritto da Giampiero Finocchiaro
dicembre 13, 2015 0

Quando Maria Elena, bella e giovane donna, è entrata nel panorama politico nazionale ho avuto l’impressione si trattasse anche di una signora in gamba. Non ho cambiato idea e la sua giovane età mi ha anche fornito un motivo in più per essere contento del cambio di governo. E piacere mi ha fatto vedere un rinnovamento così ampio da regalarci la più giovane squadra di governo che la memoria di noi nati negli anni Sessanta potessimo ricordare (un po’ meno la quasi totale provenienza fiorentino-toscana, come se fuori da quella regione non fosse possibile reperire competenze e abilità).
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scritto da Giampiero Finocchiaro
novembre 11, 2014 0

Stiamo svelando un segreto di Pulcinella: l’Italia è un paese finto. Finto perché da decenni abituato a vivere al di sopra dei propri mezzi, finto perché la classe dirigente vive in un Iperuranio di privilegi che la rende inebetita ed impermeabile ad ogni richiamo della vita reale, quella dove vivono i cittadini abbandonati e vessati da uno Stato astratto cafone ed ingordo, quando non anche sadico.
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scritto da Giampiero Finocchiaro
maggio 8, 2014 0
Sono nato negli anni Sessanta, troppo piccolo per capire il famoso e rimpianto Boom economico. L’unico economico, gli altri boom sono stati sempre di paura e sgomento. Nei Settanta ho vissuto l’austerità della crisi petrolifera.
Negli Ottanta ho faticato a causa della bolla del rampantismo, dello yuppismo che non era più yuppi du yuppi du ma una forma estesa del noto gioco “a fotti compagno”. Nei Novanta ho sofferto per la crisi politica internazionale. Nei Duemila ho stretto la cinghia per la crisi delle banche. Nei Duemiladieci sto ancora stringendo la cinghia per la globalizzazione, l’ira funesta dei mercati, l’ingordigia fanatica della finanza, la vigliaccheria dei politici, l’ignoranza del paese. Se tutto va bene, sopravviverò fino agli anni Trenta o Quaranta, ma così sfinito da questa serie infinita di ristrettezze che me ne andrò maledicendo non il mondo ma i suoi abitanti e chissà se poi il buon Pietro mi accoglierà con comprensione o mi dirà di attendere, stringere la cinghia, sperare nel nuovo corso…

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scritto da Giampiero Finocchiaro
marzo 21, 2014 0
Caro Matteo,
ma se un manager pubblico di massimo livello non può guadagnare per legge più di 300.000 euro all’anno e generalmente si tratta di persone di alta professionalità, perché un misero usciere del senato ne guadagna 150.000 senza alcuna competenza? Mettiamo un tetto massimo anche alle fasce stipendiali di bassa professionalità e alto privilegio e stabiliamo che un usciere è ben pagato già con 30.000 euro all’anno per le responsabilità e il carico di lavoro che ha. A conti fatti risparmieremmo 120.000 euro all’anno per ciascuno dei 1500 super pagati dipendenti delle camere. In sostanza sarebbe un risparmio di 150 milioni all’anno, in dieci anni un miliardo e mezzo di euro. Ci si potrebbero fare cose più… più… Giuste?